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Si è 9788842926443_kiss_the_deadtanto duri quanto è valida la propria minaccia, non di più. A quanto pareva, la mia minaccia era validissima.

 

 

Siamo al ventunesimo capitolo delle avventure di Anita Blake.

21 libri, gente, mica cuccioli e gattini.

Premetto che Anita Blake è il mio personaggio, quello che ho amato e seguito negli anni, quello a cui ho ceduto un po’ di me con un tatuaggio (ok, l’ho fatto anche per la saga della Torre Nera di King e ne vado fiera), quello che dal 2007 ha dato vita al mio nickname e, purtroppo, quello che mi ha più deluso.

Anita_Blake_(Earth-97534)Anita Blake, tutta pistola e paletti che per vivere risveglia zombie e ammazza vampiri, svanisce un po’ alla volta per lasciare il posto ad Anita Blake maga del sesso, il che non sarebbe stato tragico se non avesse smantellato e snaturato il filo conduttore della prima decina di romanzi (forse meno, ma voglio metterci un po’ di ottimismo).

In Kiss the dead, Laurell K. Hamilton ci ha graziato regalandoci un po’ di movimento con una Anita abbastanza cattiva e un po‘ bellicosa per quasi metà libro, poi via di corsa sotto lenzuola (o dove capita) a darsi da fare con il suo personale harem. Ok, lo posso accettare, metà libro con sparatorie e paranoie Anitastyle è quasi un record. Ci ha dato un premio fedeltà? Vuole illuderci che ci sia ancora speranza di ridimensionare le storie di sesso e tornare all’azione? Bah. Non ci conto. Un po’ ci spero. Lo so, mi illudo. Chiudo il romanzo, mi dico che è l’ultima volta che spreco soldi per Anita Blake e vado a cercare la data d’uscita in Italia del prossimo capitolo. Sono una causa persa, come la mia Anita.

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