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Ciao Sara e benvenuta!sara-bilotti-nella-carne-209x300

Grazie, sono felice di essere qui.
Chi è Sara Bilotti?
Lo sto scoprendo adesso, a quarant’anni. Per troppo tempo ho vissuto cercando di non deludere nessuno, perché mi sentivo profondamente diversa dalla maggior parte delle persone che mi circondano. Ora questa diversità ha smesso di essere una condanna, e comincia a diventare una
ricchezza. E’ come nascere per la seconda volta.
 A maggio uscirà il tuo primo libro, una raccolta di racconti intitolata ‘Nella Carne’con la casa editrice Termidoro. Sul web sei già stata etichettata come fenomeno letterario e l’attesa per l’uscita è palpabile. Come ti fa sentire tutto questo tam tam tra lettori appassionati?

Euforica, e anche un po’ impaurita. Quando ho condiviso sul web il mio primo racconto, un anno fa, mai avrei immaginato una risposta così immediata, così sentita, da parte dei lettori. Scrivo da quando ero alle elementari, eppure nessuno aveva mai letto nulla di mio, prima di quel racconto.
Trent’anni di scrittura solitaria e fine a se stessa, perché non pensavo di essere all’altezza di condividere i miei mondi. Puoi immaginare la sorpresa, la gioia immensa, nel capire per la prima volta che forse ero in grado di comunicare con la parola scritta. Spero solo di non deludere le tante
persone che hanno creduto in me, che ogni giorno mi scrivono e mi sostengono, e di riuscire a ricambiare in qualche modo.

 Perché hai deciso di scrivere un libro ?

Non è stata una vera e propria decisione. Come ti dicevo, scrivo da quando ero bambina, prima racconti e poi romanzi. Non decido mai di scrivere, accade e basta, per un bisogno primario e insopprimibile.

 Perché un noir?

Principalmente perché è ciò che amo leggere. E poi perché scrivere del Lato Oscuro dà voce a uno stato d’animo che mi ha accompagnato per anni: il disagio di vivere tra persone che indossano una maschera per nascondere orrori e segreti.

 Nei tuoi racconti la morbosità umana trova largo spazio. Scrivi di ciò che conosci o di quello che temi?

Purtroppo, nella maggior parte dei casi scrivo di ciò che conosco. Non riuscirei mai a costruire una trama simulando una sensazione. A differenza di molti, non nego il fatto che in ognuno di noi si nascondano istinti irrazionali e sentimenti terrificanti. Qualcuno riesce a gestirli, altri no.

 Cos’è la paura?

La paura è credo l’emozione più antica. Un meccanismo che dovrebbe aiutarci a reagire nelle situazioni di pericolo. E’ di fronte alle reazioni alla paura che, secondo me, impariamo veramente a conoscerci, facendo una scelta tra due opzioni molto semplici: la lotta o la fuga.

 Scrivere noir esorcizza i mostri della vita di tutti i giorni o ne porta alla luce altri?

Entrambe le cose. La scrittura per me è anche catarsi, quindi in qualche modo mi libera. Allo stesso tempo, però, essendo essa sempre viscerale e sincera, svela cose di me non sempre semplici daaccettare. E mettersi in discussione è difficile, a qualsiasi età.

 Sei una lettrice, onnivora o di genere?

Onnivora, anche se preferisco i thriller e detesto i romanzi sui vampiri romantici e sexy che tanto vanno di moda negli ultimi tempi.

 Consigliaci un libro che ci metta sulla giusta lunghezza d’onda in attesa del tuo.

Direi una qualsiasi raccolta di racconti di Stephen King, naturalmente senza fare alcun tipo diparagone! Il “Re” è sempre stato fonte di ispirazione per me, insieme a Bret Easton Ellis e Donna Tartt.

Il 13 maggio ‘Nella Carne’ sarà presentato al Salone del Libro di Torino, un lancio invidiabile.
Raccontaci come stai vivendo l’attesa di quest’evento, speranze, aspettative.

Ecco un’altra grande sorpresa: l’esordio al Salone. Vivo l’attesa come un sogno. Le cose sono accadute talmente in fretta che non ho ancora avuto il tempo di realizzare quello che mi sta succedendo. Se avessi trascorso anni nel tentativo di farmi leggere dalle case editrici, adesso starei godendo con consapevolezza ogni frutto del mio lavoro. E invece non riesco neanche a credere che tra qualche giorno avrò il mio libro tra le mani.
La mia speranza, comunque, resta sempre la condivisione, il tentativo di dare voce ai lettori, vivere insieme l’emozione della parola scritta. Non c’è niente di più bello, nient’altro che io possa desiderare.

Grazie Sara, per il tempo che ci hai dedicato.

Grazie a voi, vi aspetto!

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