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Ok. Ok, ok! Non ho ancora iniziato e già sto partendo per la tangente. Lo ammetto: di solito io le sparo grosse. So anche che, sembrando anche molto convinto, di solito, riesco anche a farmi credere! : ) Qui la dico simpatica, ma chi ha letto le mie recensioni ad esempio di “Il viaggio”, “Chiudimi le labbra” e “VampIRUS” sa cosa intendo! ; )

Stavolta però sto dando davvero il massimo in fatto di vostro sforzo per seguirmi! Lo ammetto e vi chiedo scusa in anticipo ma, credetemi, son due settimane che cercavo di dire la mia su “Lasciami entrare” e non riuscivo a trovare l’aggancio adatto! Si, perché io non racconto le trame. Riporto le emozioni. Cerco di riportarvi il senso della mia lettura e, oltre a dare un semplice commento, cerco di entrare nella storia e darvene… cazzarola, non mi viene… ecco, forse, di darvene un soffio. Che vi porti una brezza, un profumo. Che vi dia quel solletico sulla pelle che serva a destare l’attenzione. I discorsi seri sullo stile, la forma e bla bla bla vari li lascio agli esperti. Io non sono capace! L’arma è a doppio taglio: se il libro vi piace mi sarete grati; se non vi piace il vostro primo pensiero sarà “… e non lo potevi dire chiaro che era una boiata!?!”. Beh, il rischio massimo qui si aggira sui 20,00 euro! Ci potete stare! Quindi fatemi esagerare, portare all’estremo e non ve la prendete a male, ok? Grazie!

Tornando al nostro libro… Ho premesso tutto questo perché.. Perché vorrei partire da “Santuzzo”!
… Come chi è Santuzzo? Lui! Santuzzo! Il pescatore! Quello che portava fresche in tavola le “Panaree” della Findus! Quello figo, snello, abbronzato, che non si capiva perché da Panarea non fosse andato a Napoli a fare il modello! Proprio lui! Quello che ricordiamo tutti! E che non esiste!
Dico sul serio! È l’esempio perfetto del mio “aggancio” al libro. È il nostro inconscio collettivo! N-o-n e-s-i-s-t-e! Non nel senso che era solo uno spot! Non ne è rimasta traccia! Non c’è nemmeno su youtube. Se non ci credete provate voi! Io non l’ho trovato! Oramai è una immagine residua del nostro subconscio di ITALIANI!

Si, perché Santuzzo è italiano! Noi siamo il paese di Santuzzo! Il paese “d’o’ sole e d’o’ mare”. Dove i pescatori che arrivano dalle barche sono fighi! Dove i gondolieri, a Venezia, sono romantici e dove a Roma c’è un Centurione che ci fa fare le foto davanti il Colosseo. Siamo gente “sanguigna”, con i nostri stereotipi e con le nostre passioni. Abbiamo le nostre fisse! Pane al pane e vino al vino! Poi siamo anche molto aperti… ma… l’ABC non ce lo toccate, sennò ci rimaniamo male.

Immaginatevi, però, Santuzzo in Svezia. Lì non li deve nemmeno surgelare i merluzzi, per portarli a tavola: sono già a -12! E la bella tipa che lo aspetta non è certo in pareo! Lui pure l’abbronzatura se la può scordare… Tornando alla bella tipa e, per una volta guardiamo il tutto dal lato dell’uomo: noi qui siamo abituati che le donne, alle nostre temperature, abbiano il silk-epil affianco allo spazzolino da denti. Notoriamente non è lo stesso nei paesi nordici… Ragazzi e ragazze, da noi Cenerentola perde una scarpina di cristallo! In Svezia, al massimo, perderebbe un doposci!

Dove voglio arrivare? Beh, semplice: voi, comprando “Lasciami entrare” comprate un libro svedese! E, mi direte, “C’era bisogno di tutto ‘sto casino per dirlo?”. Beh… Si.
Tanto per fare ancora un paragone: noi esportiamo mobili in legno massiccio intarsiato dagli artigiani fiorentini. Dalla Svezia ci hanno portato l’IKEA!!! Ci siamo ora? Ok.
Noi i racconti li facciamo e ci piacciono in blocco. Magari con gli intarsi, ma di massello. Roba tosta dall’inizio alla fine. In Svezia pare che i capitoli li montino con la chiave a brugola!

Basta paranoie e ora parliamo sul serio: qui c’è un buon libro. Per la prima volta non ho voluto girare sul web per vedere come altri l’avevano recensito. Mi ha detto qualcosa di suo, ma prima di riuscire a capire che dovevo cambiare ottica di lettura non ero riuscito ad orientarmi. Poi Santuzzo mi ha mostrato la via! Non scherzo, è un consiglio vero: fatevi scivolare via un po’ di preconcetti e riuscirete a godervi questo libro.

C’è una storia di vampiri. Con la minuscola. Perché il vampiro è uno solo. Ed è pure una bambina. Si chiama Eli. E più o meno finisce tutto qui. Ed è così che deve essere. Punto e basta.

“Niente Vampiro (con la maiuscola) vestito di pelle attillata o di pizzi&merletti? Niente licantropi, streghe…nemmeno un goblin al seguito?” Noooo. Solo una bambina vampira.

“Niente ammazza Vampiri (con la maiuscola) uomini o donne che siano armati fino ai denti che possono fare una strage di cattivi?” Beh, no, c’è solo tanta gente comune.

“Ma almeno la vampira sarà un vero demonio! Il Diavolo sceso in terra!” Neanche. A dire il vero fa amicizia con un ragazzo…

“Ma che razza di libro sui Vampiri è!?! Non fa nemmeno paura!”

Ecco la vera domanda. Ed ecco perché vale la pena compralo. Perché non è un “libro sui Vampiri”. E perché fa paura davvero. Ma la paura, in queste pagine, l’hanno montata con la brugola.

La frase più terribile che io abbia mai sentito pronunciare in un libro da un mostro è quella riportata in quarta di copertina, detta al suo amico Oskar dalla vampira Eli, una volta che questo ha scoperto la sua vera natura: “ Uccido perché devo. Non esiste un altro modo. Uccido perché voglio vivere. Proprio come te.”
E tanti saluti a un paio di centinaia di anni di psicologia vampiresca superonistica!
Questa ineluttabile verità, definitiva, monolitica, glaciale, davanti alla quale si perde ogni diritto di replica per me è stato un colpo al cuore! Sentirlo dire da una ragazzina dodicenne (nell’animo e nel corpo) toglie le forze.

Ecco, questo è il fulcro. Attorno a questa immagine, a questa base, ci aspetteremmo di veder costruito tutto l’impianto narrativo, da buoni italiani. Qui invece troviamo solo un punto di coesione per il dipanarsi di prospettive totalmente estranee. Più o meno come con un mobile dell’IKEA…

Vivremo la vita difficile di un quartiere degradato della periferia ovest di Stoccolma. Ascolteremo le loro storie, ci immergeremo nella loro mediocrità. Nella coscienza che loro stessi hanno della loro mediocrità. Ci darà fastidio ascoltare le loro storie di vita squallide, perché in realtà non c’è alcun senso di denuncia nel racconto. È così e basta. Punto. Alcoolismo, bullismo, ignoranza… Ascolteremo il loro pallido ricordo dell’amore ed il loro tentativo di riconciliarvisi. Vivremo amori malati, anche impregnati di pedofilia e la prima esperienza di Oskar combattuto con se stesso nel primo passaggio dall’amicizia all’innamoramento. Ci ritroveremo ragazzi anche noi a ripensare a quando abbiamo dovuto capire cosa fosse essere innamorati, perché nessuno ce l’aveva spiegato prima.

E tutto questo fa paura davvero. Se ci ripensate.

Vedremo una città scossa da un “mostro”. Anche questo non capitava da molto. Qui non c’è nessun supereroe a promettere sicurezza. L’ultimo a raccontarci della paura e delle lotte della gente comune contro le sue paure mi pare fosse stato Maestro King in “Le notti si Salem” ma forse mi sbaglio… Sono passati tanti anni!

Questo libro è stato definito, da persona conoscitrice del genere, un “romanzo sociale” e non dell’orrore, ed in fondo in fondo è anche vero.

Però c’è un vampiro. Nella storia ci saranno persone che a causa del vampiro faranno delle scelte. Buone o cattive che siano. Il vampiro non farà altro che essere se stesso. Lo farà, però, in mezzo a della gente vera. Che ne avrà paura davvero. Il cui sangue, una volta versato, a me è sembrato molto, molto vero.

“Lasciami entrare” in definitiva si prospetta di lasciarvi con l’amaro in bocca. Dall’inizio alla fine. Sarà avvincente perché la prospettiva dalla quale tutto viene visto e raccontato è diversa da quella cui siamo abituati e, quindi, lascerà la nostra attenzione accesa fino all’ultima pagina. Lo chiuderete a malincuore anche se sarete contenti di essere arrivati fino in fondo!

Compratelo e lasciatevi trasportare un po’ fuori dai soliti binari. Mentre leggete pensate, magari, a Santuzzo. Magari aiuta! : )

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463 pagine – 2008 (seconda edizione) – Marsilio Editori
Peso 461 grammi, € 17,50 – 37,96 €/Kg (vedi nota a fine recensione)
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* Da bere durante la lettura: vodka! Solo ed esclusivamente vodka! Io l’ho fatto: da quel senso di aspro e di fuoco in gola e nella bocca dello stomaco di cui parlano i nostri personaggi!

* Colonna sonora consigliata: provate a scaricare dal web qualche polka tipica svedese, magari suonata con la “nyckelharpa” (violino a chiavi). Se non siete di bocca così buona, lo sapevate che Ace of Base, The Ark, Roxette, Millencolin, Clawfinger ed i The Cardigans sono gruppi svedesi? Fate un po’ voi! : )

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Nota confronto libri/alimenti (ennesimo sproloquio gratuito by Kamenzind)

Molti di noi consumano un quantitativo di calorie (derivanti dagli alimenti che mangiamo) superiori alle nostre reali necessità. Queste calorie hanno un costo in termini di euro, di tempo necessario a smaltirli (cyclette, step, ecc.) o di sensi di colpa se non li smaltiamo.

Io propongo un baratto: risparmia calorie (ed euro) ed investi in questo libro!!!

Ecco con cosa barattare questo libro:

rinuncia a n.3 “Big Mac menù” calorie risparmiate ca. 3.350

Ti avanzeranno i soldi per 3 insalate & avrai guadagnato un buon libro!

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