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Ma questo qui, dove ce l’avevano nascosto? E soprattutto: ma chi lo recensisce, li legge davvero i suoi libri?
Ah, a proposito, salve e grazie, fedeli compagni di lettura. Come al solito non ho ancora manco nominato l’autore e già parto sparato per i fatti miei! Credetemi, però, stavolta ci sta tutto lo sproloquio iniziale.
Andate in giro sul web un attimino, vi prego, e troverete commenti su “Un tango per Victor” che vi faranno pensare “Eccheccosa ha scritto sto’ Mazzoni? Guerra e Pace?!?”. O forse abbiamo letto male e si chiama Manzoni e ha scritto I Promessi Sposi? Pare ci sia solo da leggere di problematica sociale, abuso storico, sesso, nostalgia patria… Una noia, insomma. Ignorateli tutti e comprate il libro. Leggetelo magari anche prima di finire questa recensione! Così non rimarrete con il dubbio (caspita, sembro “Romeo Pastura” di Colorado! Brrrrr…)

Avete comprato il libro? L’avete letto?

Ok, adesso possiamo proseguire.

Iniziamo, come sempre, dalla fine, ovvero dalla quarta di copertina che chiude con “Un libro ironico, commovente e spensierato. Una storia d’amore”. Ecco fatto. Meraviglioso e azzeccatissimo esempio di “dono della sintesi”.

Denil, il nostro personaggio principale, è un giovane italo-cileno emigrato ad Amsterdam. Lo troviamo al lavoro in un Coffee Shop di un quartiere poco frequentato dai turisti, circondato a ondate da quella che mia nonna usava chiamare “l’umana umanità”. C’è di tutto un po’. Mazzoni ambienta questo piacevolissimo racconto nella “Venezia del Nord”, chiamata così per i suoi canali, eppure i suoi personaggi sembrano più portati dal mare che dal fiume: come sulla spiaggia vediamo la risacca che, continua e periodica, lascia sulla sabbia i suoi resti. Questi a volte sono solo immondizia, è vero, ma più spesso i relitti che troviamo hanno un che di poetico. Conchiglie multicolori che ammiccano tra i granelli, legni e radici sbiancate dal sale, ossi di seppia che creano macchie candide sulle alghe spiaggiate… Ora fate silenzio. E fermatevi. Ora fate la differenza tra chi raccoglie i resti, poetici che siano, e chi sa guardare oltre.
Tra quei granelli che sembrano inerti, tra quei residui della vita del mare… ascoltate… guardare bene… c’è un granchio, anzi no, ce ne sono molti; piano plana un gabbiano e si appoggia su quei rami ancora umidi sul bagnasciuga; tra quei rami ci sono anche delle formiche, operose ed indaffarate. C’è la vita, in una parola.
Questa vita, ora che ci fate caso, è addirittura frenetica.
Così ritroviamo i nostri eroi per un libro. Eroi sbiaditi, semplici, assoluti ed unici nello loro idiosincrasie, unici come siamo tutti noi benché ognuno di noi solitamente si scordi di esserlo. E così loro. Li ritroviamo così, aguzzando lo sguardo, cercando dove gli altri trovano solo scarti di esistenza, tra le righe del racconto, nelle pause del testo, nei punti ciechi del racconto.
Così le raccolte dei piccoli episodi di vita, di quei momenti intimi che tutti noi viviamo ogni giorno, quasi senza che la consapevolezza di questo ci sfiori, diventano lo sfondo vero di queste pagine. La stessa Amsterdam è poco più che accennata, vista nelle lunghe passeggiate e vagabondaggi cittadini che intuiamo nelle giornata del nostro Denil. Dove l’importante non è la città, ma colui che la attraversa, che la guarda, che in fondo la vive davvero.
Così diventa tutto sensato ed illusorio allo stesso tempo.
Amsterdam è un luogo perfetto per questo racconto. Eppure le suggestioni che ci raggiungono da dietro, dagli scorci che i personaggi si lasciano alle spalle, quelle che ricorderemo alla fine della lettura, quelle potrebbero essere state vissute a New York, a Mosca, a Firenze, a Napoli, a Timbuctu…
Bugala Bugala (detto B.B.), Mahulena, il Signor Nestor, Ulf, il Professor Horsecollar, Agung e Suwarno… Chiamateli Pino, Marco, Maria o John, Margeret, Benjamin, o Svetlana, Bjorn, fate voi. Tanto non cambia!
Amsterdam è l’a-topia, un non luogo che è tutti i luoghi e tutte le vite. Tutte le vite che, in fondo in fondo vorreste vivere. Se non ora, dopo che avrete letto il libro.

E’ un ritorno ad anni che vivrete o state vivendo o avete vissuto o sperato di poter vivere. E’ un richiamo di gioventù semplice e senza orpelli, dolce e di quella spensieratezza languida e calda che in altri testi si perde in mille parole. Troppo lunghe da leggere, spesso, per poterle poi ricordare.
Mazzoni la rende di nuovo reale a tutti noi. Senza dircelo. Suggerendo, ammiccando. Come l’amico che ci lasciava soli vicino alla ragazza che sapeva ci facesse arrossire e che aveva invitato apposta alla sua festa.
Se anche voi volete avere uno Zio Victor che per trent’anni per hobby ha progettato di far fuori Pinochet ma che è andato in depressione quando lo stesso bastardo (parole di Denil) ha deciso di morire di suo, leggete questo libro.
Qui una mano nella mano, due giovani che si guardano riescono ancora a sembrare veri. Qui sembra tutto vero. Forse perché lo è.
Qui un tango è una vera canzone d’amore.
Godetevelo. Ricordatelo. Non credeteci troppo. Sorridete alla fine e siate contenti. Così va la vita. E la vita, in fondo, per quanto possa sembrare strana, forse la potrete ritrovare semplice, sensuale, sessuale anche e… e beh, forse quella vita vale la pena di viverla.
Buona vita.

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128 pagine – 2008 (2009 seconda ristampa) – La Carmelina Edizioni
Peso 159 grammi, € 10,00 – 62,89 €/Kg (vedi nota a fine recensione)
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* Da bere durante la lettura: … se volete rispettare il testo… Orange Juice! … sempre per rispettare il testo però dovreste fumarci sopra una canna… boh, fate voi!

* Colonna sonora consigliata: eh no! Qui vi invito a leggere il testo! A mano a mano che leggete ascoltate i suggerimenti, per strani che vi sembrino! C’è davvero tutto quello che serve! 🙂

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Nota confronto libri/alimenti (ennesimo sproloquio gratuito by Kamenzind)

Molti di noi consumano un quantitativo di calorie (derivanti dagli alimenti che mangiamo) superiori alle nostre reali necessità. Queste calorie hanno un costo in termini di euro, di tempo necessario a smaltirli (cyclette, step, ecc.) o di sensi di colpa se non li smaltiamo.

Io propongo un baratto: risparmia calorie (ed euro) ed investi in questo libro!!!

Ecco con cosa barattare questo libro:

rinuncia a n.2 “Big Mac menù” calorie risparmiate ca. 2.233

Ti avanzeranno i soldi per un insalata scarsa ma avrai guadagnato un buon libro! (e il tuo fegato te ne sarà grato!)

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