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Ragazzi & ragazze, giovani e meno giovani… Rewind! Riavvolgete il nastro! Si torna al 1997!

Capisco che la recensione in oggetto sembra quantomai tardiva, ma non ve la prendete con me se la presente trilogia ho avuto modo di leggerla solo ora!il-viaggio-3

Allora ricominciamo: rewind! Riavvolgete il nastro dei vostri ricordi e tornate indietro di un ottavo di secolo. Avevate circa 12 anni di meno e in libreria trovavate “Il Viaggio” di Joe Arden (alias Giovanni Arduino, alias…). Bene questo tipaccio alla “ammmericana” con gli occhiali da sole, taglio a zero e orecchino prominente, come da quarta di copertina, si preparava a stupire i lettori italiani con un racconto mozzafiato. Vi ho chiesto di rifare mente locale, di tornare indietro, perché quando ho letto l’anno di pubblicazione sono rimasto interdetto.
Avete presente quando nei documentari propongono una serie di progetti di Leonardo che anticipano di moooooolto opere da noi realizzate da poco e vi viene da pensare “… minchia quanto era avanti questo…”??? (pardon per il termine!) Beh, anche se il paragone è azzardato io mi son sentito così!
Prendete un racconto “on the road”, mettete una ragazza su un auto (che ha appena ucciso il padre che ha approfittato di lei per un paio di anni) in una autostrada americana, datele una pistola e lasciatela andare in giro. Una storia così si e no riempie gli incarti di una confezioni di cioccolatini!
Dalla penna di Arden/Arduino, invece è nato un viaggio. Da dove e per dove è difficile dirlo. Già, perché mai come in questo caso l’importante non è dove un viaggio ti porta, né come ci arrivi. L’importante non è nemmeno il viaggiare. L’importante è il viaggio. Il Viaggio.
In molti hanno parlato della “dimensione del viaggio” ovvero il momento nel quale l’animo si presta a sensazioni diverse, si espande verso esperienze, visioni, odori, sapori diversi dall’ordinario, accrescendosi e, forse, maturando.
Altri hanno fatto del viaggio l’essenza dei propri personaggi che solo nell’itinerante trovavano il loro punto d’esistenza, insofferenti alla staticità del vivere in un solo luogo.
Beh, qui con Janie, il defunto Jimbo, Luoie-Louie, Ray, Joe, Daze & cagnolino (pitbull) a seguito si inaugura una nuova versione di questo concetto: la dimensione parallela del viaggio!

Qui sto inventando di mio, ma non c’è altro modo di descrivere l’esperienza di questa lettura: i personaggi hanno tutti una loro fisicità, una loro realtà, un loro tempo ed un loro senso. Hanno una data di nascita ed una tessera di previdenza sociale, probabilmente. Esistono, anche se di loro fino ad un secondo fa non sapevamo nulla. Mettete questi personaggi in viaggio, anzi, cosa dico, nel “Viaggio” e li vedrete fagocitati in una dimensione nuova, dove il tempo e le regole sembrano essersi liquefatti, tanto da scivolare addosso come una melassa che avvolge. Non si capisce più se una porzione di mondo è entrata nel Viaggio di Janie o se Janie stessa è il buco nero che attrae al suo interno la realtà trasformandola.
Questo rimane comunque un dubbio accademico: nel Viaggio tutto può accadere e può accadere più o meno come ne ha voglia. Il grottesco, l’assurdo, l’orrido perché no, che altrove sarebbero metafore qui non sono altro che se stessi. Senza voglia di stupire o coinvolgere. La morale e l’amorale, il vero e l’immaginario, il possibile e l’impossibile sono tutti parte di quella melassa dolce e disgustosa di cui parlavamo.
Certi libri fanno star bene o male mentre li si legge. Colpiscono, emozionano, esaltano, impauriscono. Questa trilogia fa esattamente l’opposto: crea problemi quando si chiudono le pagine e ci si guarda attorno! Avete provato mai la sensazione di sentire la vostra casa un po’ strana quando rientravate da una lunga vacanza? Quel primo sguardo che ci metteva un attimo a focalizzare gli spazi che solitamente vi erano familiari? Beh, ci si sente così quando si rientra da “Il Viaggio”! Si torna a casa ma la casa, per un attimo non sembra più la stessa (o forse siamo noi che non siamo più gli stessi di prima?…)
Arden/Arduino vi regalerà un biglietto per una piccola scampagnata in uno spazio dell’inconscio della famosa “personalità collettiva”. Peccato che la mappa dei sentieri sicuri non sia inclusa…

Spogliate il testo dall’inutile: descrizioni taglienti come rasoi non troppo ben affilati che tagliano e fanno male insieme; ambientazioni lasciate al vostro istinto; le crasi delle esistenze e della fine delle stesse. Il rotolare delle gomme sull’asfalto, gli odori di un auto con tre/quattro persone ed un cane e, occasionalmente, del sangue, il rumore delle ossa rotte dai proiettili… Quelli dovrete aggiungerli voi. Ma non vi preoccupate. Li sentirete senza troppi sforzi. Purtroppo. Credetemi.

Devo confessarvi che scrivo questa recensione dopo aver rinunciato a farlo per almeno sei/sette volte. È davvero difficile riassumere o anche solo pensare di raccontare “Il Viaggio”. So di non aver fatto il buon lavoro che avevo in mente, ma c’era bisogno che qualcuno riportasse agli onori questa trilogia.

Dopo “Il Viaggio” rileggetevi mentalmente buona parte dei testi che vi hanno rallegrato l’animo lettore che c’è in voi dal 1996 ad oggi. L’evocativo, l’ossimoro mentale… Ah, una cifra di cose, per farla breve, le trovate qui in anteprima. In sordina, silenziose, nascoste tra le immagini dei nostri personaggi. C’è più di qualche autore che a questo “finto ammmericano” dovrebbe dire grazie.

Bilbo, ne “Il Signore degli Anelli” ci aveva avvisato: attenzione alla strada che percorri fuori dall’uscio di casa: basta percorrere due passi e potrebbe portarti ovunque, a vivere qualunque avventura…
Forse Arden/Arduino aveva qualche trisnonno hobbit… Forse, in un’altra dimensione.

Non mi rimane che augurarvi: “Have a nice Trip!”

P.s. Ecco ora viene il bello! Dopo tanto dire mi chiederete: “Dove posso acquistare questo spettacolo di trilogia?” La risposta è: “E io che ne so?” I libri in questione sono introvabili! Oramai fuori produzione sono rintracciabili solo nel mercato dell’usato o in qualche biblioteca. SI, ORA VORRESTE UCCIDERMI, LO SO!!! Ma non temete! Se scopro che si può evitare la galera sarà mio compito trovare in rete una versione ebook scaricabile della quale vi posterò prontamente il link!

Abbiate fede! :))))

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270 pagine (divise in tre episodi) – 1997 – Sperling & Kupfer
Peso 440 grammi (tra tutti e tre gli episodi), £ 19.500 totali – 44.318 £/Kg
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* Da bere durante la lettura: setacciate i discount di zona ed acquistate una cassa della peggiore bibitaccia fatta solo di acqua & aromi artificiali che trovate! Aiuta a creare l’atmosfera. Mooooolto american style! :)))

* Colonna sonora consigliata: per una volta i consigli non sono i miei! Ci pensa direttamente l’autore a fine di ogni episodio della trilogia. Ramones, Pansy Division, Lou Reed, Descendents, AC/DC… C’è di tutto e… beh, ci sta tutto!

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