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Bene, partiamo dalla fine, ma proprio la fine… Ovvero dalla quarta di copertina!

Il Kirkus Reviews commenta: “Tra fantascienza e thriller una storia di vampiri metropolitani che seduce fino all’ultima pagina. Stiano attenti i lettori facilmente impressionabili”.
Oh, mamma mia! Vista così c’è da aspettarsi sanguinolente suzioni di vitali liquidi corporei, smembramenti & vivisezioni di cavie umane, almeno qualche amputazione volontaria di arti superiori ammanettati perpetrata dalla sfortunata vittima predestinata, per almeno tentare di sfuggire ad una fine peggiore… Almeno qualche unghia incarnita, non so!!!
Ebbene preparatevi alla sorpresa: parliamo di… Pidocchi.
O meglio, pidocchi, zecche, vermi del cervello (e non solo di quello), plasmodi, in una parola parassiti! Ma parassiti seri, eh?!? Roba che entra, vive, e esce un po’ da tutte le parti!
A proposito, ve ne prego, NON FATE PIPI’ NEI FIUMI TROPICALI! (Poi non ditemi che non vi avevo avvisato!)
Già qui, però, viene da pensare: “Capisco che al traduttore PIDOCCHIUS forse suonava male, ma chiamarlo V…IRUS (notate il maiuscolo/minuscolo nel titolo in alto) mi sembra un tantino sbagliato, parlando di parassiti! Ma tant’è…

Come solo i più arguti avranno forse potuto intuire, per l’autore il vampirismo è una malattia trasmessa da un parassita (non svelo nulla: titolo a parte lo si sa già tra la seconda e la quarta pagina). C’è da sentirsi meno arrabbiati per quel fungo preso in palestra che sembrava essere il fastidio peggiore del mondo!
Ah, non scordiamoci anche i nostri simpatici topastri portatori dell’infezione, in alcuni casi! Ho ancora i brividi, dopo aver letto il libro, quando sento un cellulare che squilla con la suoneria di “Bella Topolona”…

Ora però facciamo i seri! Il tomo in questione merita in realtà un po’ di attenzione.
Ad essere critici VampIRUS è uno di quei libri che avrebbe potuto essere candidato a premi come il “Best Books for Young Adult” o il “Andre Norton Award for Young Adult Science Fisction” (ed è stato candidato veramente) ma non così eccelso da vincere il primo premio (ed infatti non l’ha vinto!). Ora però sono cinico! ; )

Veniamo alla trama. Ci troviamo da subito a seguire i passi di un giovanissimo parassita-positivo, che in questo caso è uno dei portatori sani di vampirismo: ha tutti i poteri fisici del classico vampiro, senza essere un mostraccio ammazzaumani. Velocità, resistenza, sensi ipersviluppati, supermetabolismo e longevità; di contro il nostro eroe può trasmettere il parassita anche solo con un bacio (sesso nemmeno a parlarne: il parassita, probabilmente armato di Black&Decker, non è ostacolato nemmeno da un preservativo; c’è da immaginarsi che su una spirale ci si diverta come sulle giostre…). I contagiati dal portatore sano, ahimè, diventano vampiri veri e propri, pronti a diffondere a loro volta il contagio. Quindi niente coito per il bene del mondo… Sarà per questo che nel libro l’autore li chiama “PIP”… Boh…
La prima missione del nostro eroe che, seppure giovane ed inesperto, oramai è inserito in una associazione segreta che cerca di tenere a bada il parassita, è quello di rintracciare e catturare le ragazze con le quali era stato a letto prima di sapere di essere stato contagiato a sua volta. Da qui la storia si dipana fino a che scopriamo che c’è in atto un avvincente complotto vampiresco che riguarda l’intero genere umano.

A voi, scoprire di cosa si tratta!

Il libro, in fondo, è piacevole e scorre velocemente grazie alla penna docile dell’autore. Le atmosfere, anche se non sempre curate al meglio, come le ambientazioni, permettono comunque di immergersi nel racconto senza troppi sforzi. La vena autoironica con al quale si inseriscono capitoletti interamente dedicati ai nostri amici e conviventi, i parassiti, fa sorridere senza spezzare il ritmo. Si familiarizza subito con i personaggi che, devo dire, si fa fatica a lasciare chiudendo le pagine del libro.
L’interpretazione del vampirismo non è assolutamente originale ma ha la qualità di distoglierci per un attimo dal filone classico tornato recentemente in voga (foga?). I fan di Anita Blake & company avranno avuto probabilmente un attacco di orticaria nel leggerlo (…nemmeno un Master? Licantropi? Niente sparatorie? Nooooo….) ma ogni tanto fa piacere trovare una voce fuori dal coro. Forse è vero, non li fanno più i vampiri di una volta! Io, comunque, consiglio l’acquisto.
VampIRUS rientra, a mio modesto parere, nella categoria “Buoni Libri Belli da Leggere” (BLBL).
Fateci un pensierino! Ah, quando vi lavate le mani, cantate “Tanti auguri a te” lentamente; smettete di strofinare solo alla fine della canzoncina. Tanto per stare tranquilli…

 

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296 pagine – 2008 – Fazi Editore
Peso 526 grammi (in edizione con copertina rigida), € 18,50 – 35,17 €/Kg
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* Da bere durante la lettura: consigliato il latte & menta, simpatico, saporito, delicato, fa figo e non impegna; un po’ come il libro!

* Colonna sonora consigliata: l’album “Blow Up Your Video” degli AC/DC; partite con “This Means War”. Serve a dare un po’ di “verve”, fidatevi.

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